Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo III, Classici italiani, 1823, III.djvu/502

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QUARTO 44* più mediocri. Ma io non debbo entrare a disputar dei sistemi e de’ metodi teologici, e solo debbo cercare a chi si debba la gloria della loro invenzione. XIV. Questa gloria stessa però si niega da alcuni a Pier Lombardo; e gli si appone l’infame nome di plagiario (*). Benedetto Chelidonio abate benedettino diè alla luce colle stampe di Vienna l’anno 1519 un libro trovato poco innanzi nella badia di Molk dal celebre Giovanni Eckio, e intitolato Liber Sententiarum magistri Bandini. L’antichità del codice, e la sostanza del libro quasi interamente conforme a quello di Pier Lombardo, destò in essi qualche sospetto, a cui il Chelidonio singolarmente mosti-ossi (*) L’abate Lampillas non può darsi a credere (t. 1, p.) che ini uomo eruditissimo , come egli troppo gentilmente mi appella, ignorasse che’ il celebre Traione vescovo di Saragozza, il quale fiorì verso la metà del secolo VII, fu il primo autore del metodo di trattar la teologia, abbracciato poi da Pietro Lombardo. Inconfesso sinceramente la mia ignoranza, e protesto che nol sapeva, benchè pur sia vero che molti scrittori gli danno tal lode. Vuolsi dunque ch’egli desse la prima idea della scolastica teologia ridotta a metodo e a principj! co’ suoi quattro libri intitolati essi pure Libri Sententiarum de’ quali molti autori parlavano, ma che solo nel 1776 sono stati pubblicati nel tomo xxxi della F.spanna Sacrada. Io ho avuto di fresco questo volume; e confesso che non so intendere come si possa paragonare l’opera di Taione con quella di Pier Lombardo. Egli non fa altro che disporre, come si dice, in luoghi comuni diversi passi dell’opera di S. Gregorio Magno, aggiuntovi talvolta qualche passo di S. Agostino. Se questo sia un corpo di teologia scolastica, ognuno il vede, e il vedrà sempre meglio chiunque confronterà insieme 1 opera di Taione con quella di Pier Lombardo.