Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo III, Classici italiani, 1823, III.djvu/675

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6 I 4 LIBRO studi ancora ivi si coltivavano, ed eranvi altre scuole, prima che quelle della giurisprudenza s’introducessero. Lamberto vescovo di Bologna assegnò l’anno 1065 alcuni terreni a’ canonici della sua cattedrale, perchè più agevolmente potessero attendere agli studj (De cL Prof. Boi on. t. 1, pars 1, p. 3). Irnerio, come fra poco vedremo, prima d’aprire scuola di giurisprudenza, avea insegnate le arti, cioè la filosofia e le altre scienze che ad essa appartengono. Anzi fin dal principio dell’xi secolo S. Guido, che fu poi vescovo d’Acqui, venne a Bologna per apprendervi le scienze (Acta SS. jun. t. 1, p. 229) e S. Brunone vescovo di Segni dopo la metà del medesimo secolo avea ivi apprese le arti, come si è dimostrato. Che se questi più nobili studj coltivavansi lino dall’ xi secolo in Bologna, O/ egli è evidente che scuole doveanvi essere nulla meno di lettere umane, quanto permetteva la condizion de’ tempi, come ha giustamente osservato il sopraccennato P. Sarti (l. cit p. 503), confutando 1 opinione del Muratori che avea affermato non prima del secolo XIII essersi cotali studj introdotti il quella città. XIII. Tali furono fin dal secolo xi i tenui principj dell’università di Bologna. Ma verso la fine del secolo stesso e al cominciar del seguente assai maggior fama ella ottenne per lo studio delle leggi che ivi cominciò a risorgere. Roberto del Monte e Corrado Uspergese, come abbiam detto, attribuiscon la lode del rinnovamento di questo studio a Irnerio, benchè Roberto per errore, da noi confutato poc’anzi, gli dia a compagno Lanfranco. Lo stesso afferma