Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo III, Classici italiani, 1823, III.djvu/732

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QUARTO 67I alcuni codici latini dell’ xi e del XII secolo, a cui si veggon aggiunte immagini e figure, rozze al certo, ma che pure ci sono indicio di pittura , per così dire, vivente. Ed io son certo che uno studio ancora più diligente delle cronache antiche mi avrebbe condotto allo scoprimento di molte altre pitture fatte di questi tempi in Italia (46). Il saggio però, che ne ho dato, basta , s* io non m’inganno , a distruggere finalmente la volgare opinione che per più secoli si rimanesse l’Italia senza pitture, e a mostrare che in ogni età ebbe essa pittori. Nè io credo che alcun vorrà ostinarsi nell* affermare che ditti i pittori de’ quali in questi secoli si trova menzione, furono greci, perciocchè in primo luogo alcuni di essi furono certamente italiani, come Luca fiorentino e Guido bolognese. In secondo luogo noi veggiamo pitture e pittori in ogni parte d’Italia. Or è egli possibile che, quando ancora si volesse concedere che la maggior parte fossero greci , è egli possibile, dico, che gl’italiani si stessero inutili spettatori , e che non si curassero di apprender quest’arte? Qual ragione poteva mai (a) Alcune antiche pitture sanesi che a lui sembrano anteriori al XI secolo, si descrivono minutamente dal ch. P. Guglielmo dalla Valle, una delle quali è nell’antica chiesa di S. Pietro in Banchi, l’altra presso le monache di Santa Petronilla, un’altra ancor più antica in S. Ansano, ec.j ed egli ancora dimostra eli esse non son lavori di artisti greci (Lettere sanesi, t. 1, p. 210, ec. j /. 2, p. 14, ec.). Ei ragiona poscia di altre pitture ivi pur conservate, le quali parimenti ei crede che debbano riferirsi al secolo XII (t. 1 , p. 221).