Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo IV, Classici italiani, 1823, IV.djvu/241

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220 LIBRO ben cel la del suo sapere. Nella suddetta iscrizione si dice che furono 36 i volumi da lui scritti. Molti se ne veggono rammentati dall’autor della Vita, dal Fabricio e dall’Oudin (De Script, eccl. t. 3, p. 599), il quale ancor nomina le biblioteche in cui alcuni di essi conservansi manoscritti, e sono opere di diversi argomenti così di teologia, come di filosofia, e interpretazione della sacra Scrittura. Di lui però non altro abbiamo alle stampe che la celebre sua opera intitolato Summa de Potestate ecclesiastica clic egli per ordine di Giovanni XXII compose, e a cui diè fine l’anno 1320, e inoltre i Comenti sul Cantico della Vergine e sull’Angelica Salutazione e sull’Orazione Domenicale, e un’operetta sopra l’anima umana. Egli ancora avea cominciata l’opera intitolata MiUeloquium S. A ligi isti ni , clic fu poi compita da Bartolommeo vescovo di Urbino dello stesso Ordine. XXV ITI. Il terzo teologo agostiniano che co’ suoi studj dapprima e poscia col suo magistero onorò l’università di Parigi, è il b. Jacopo da Viterbo della famiglia Capoccia. Ei fu condiscepolo, come si è detto, del B. Egidio e del Trionfo, e scolaro di S. Tommaso. Sin a quando ei si trattenesse in Parigi, non troviam chi ’l dica. Certo è che l’anno 1300 egli era in Napoli , ove assistette al Capitolo generale, e vi diè un’eroica pruova della sua umiltà che si riferisce dal P. Gandolfi (Script, augustin.). L’anno 1302 fu innalzato alla sede di Benevento, e l’Errera ne cita in prova la Bolla da lui veduta tra’ registri del Vaticano (Alpliab. angustia.). In fatti abbiamo un diploma del re Carlo II