Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo IV, Classici italiani, 1823, IV.djvu/299

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278 LIBRO Mundi revolutionibus; e contien le risposte che Gherardo rendeva ad alcuni de’ principali signori italiani di quella età , e singolarmente ad Ezzelino da Romano, a Uberto Pelavicino, a Buoso da Doara, i quali consultavano su ciò che far dovessero nelle loro imprese. Una, a cagion d’esempio, delle interrogazioni così comincia: Quaesivit illustris Marchio Pelivicinus super facere amicitiam cum Martino de Turre. Il che ci mostra che Gherardo era tenuto in concetto di uno de’ più valorosi astrologi che fossero al mondo. xxn. Fu in Bologna un cotale Bartolommeo, di cui non si hanno più certe notizie. Solo di lui ci è rimasto un trattato della Sfera scritto l’anno 1292, di cui conservasi qualche codice mss., e in cui egli ancora si mostra seguace superstizioso dell’astrologia giudiciaria , di cui tratta assai lungamente. Di esso e di un certo Guizzardo, di cui pur si ha qualche libro di geometria, veggasi l’erudita Storia de’ Professori dell’Università di Bologna (t. 1, pars 1, p. 494)• hi questa città sembra che le astrologiche imposture ottenesser gran fede, poichè nella Storia medesima si reca un decreto di quella comunità, con cui a un cotal Giovanni di Luna astrologo e professore di fisica, o sia di medicina, si assegna un’annual donazione di grano in ricompensa dei servigi prestati al pubblico. Anno MCCCIII. Item providerunt, quod Ponterii Pontis Idicis Reni teneantur omni anno in festo S. Marie Augusti mittere Mag. Joanni de Luna Astrologo et artis Fisice professori VI corbas frumenti...et hoc cum dictus Mag.