Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo IV, Classici italiani, 1823, IV.djvu/389

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


368 LIBRO delle lor controversie. La prima venuta a Padova di Giovanni descrivesi più minutamente ancora da Rolandino che in quella città medesima a quel tempo vivea; il qual racconta (ib. p. 204) che tutta la comunità di Padova col suo carroccio andogli incontro con gran divozione fino a Monselice, e che fattolo ascendere sullo stesso carroccio, il condusse trionfalmente in città; ove egli prese a predicare con ardentissimo zelo nel Prato della Valle, e ad esortar que’ popoli alla concordia. Quindi siegue a narrare Gherardo Maurisio, che Giovanni recatosi poscia a Trevigi, a Feltre, a Belluno, ottenne da tutti lo stesso 5 che Io stesso ottenne da’ signori delle due potenti famiglie di Camino e di Romano, e da quelli di Conegliano; e che lo stesso per ultimo ottenne da’ Vicentini, da’ Veronesi, da’ Mantovani, da’ Bresciani, e dal conte di S. Bonifacio. Cosi da tutte queste città fatto arbitro e giudice supremo delle vicendevoli lor controversie, Giovanni, come siegue a narrare Gherardo, ebbe in esse autorità e poter così grande, che presi gli Statuti di ciascheduna, li corresse come meglio gli piacque, aggiungendo e togliendo ciò che gli parve opportuno. Quanti erano stati fatti prigioni in guerra, a tutti fece rendere la libertà. Quindi stabilì il giorno determinato in cui conchiudere e stabilire solennemente la pace presso Verona, e comandò a tutte le suddette città che a tal fine vi si trovasser presenti. Questa sì ardua impresa, a cui erasi accinto Giovanni, fu dal pontefice Gregorio IX commendata altamente con più sue lettere che. si