Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo IV, Classici italiani, 1823, IV.djvu/408

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


SECONDO 387 fos.sc sepolto, aon ci sia rimasta notizia. Delle opere da Pillio scritte non abbiamo alle stampe che le Quistioni sabbatine, così dette, perchè contengono le quistioni di cui disputava ne’ sabbati, il compimento della Somma sugli ultimi tre libri del Codice, che il Piacentino avea sol cominciata, e le chiose che si trovano sparse ne’ libri legali, e che sono indicate colle lettere Pi, o Py Delle quali e di altri libri che egli compose, ma che sono periti, veggasi il p Sarti (p. 77) XIV. Mi si permetta il passar leggermente su alcuni altri benchè celebri giureconsulti che verso il fine del secolo XII. o al principio del XIII fiorirono in Bologna. Tali furono Giovanni Bassiano cremonese di patria, uomo anche nella filosofia e nelle belle lettere esercitato, e d’ingegno, come dice Odofredo, acutissimo, ma di costumi non troppo lodevoli, e nimico implacabile del Piacentino 3 e Carlo di Tecco natìo di Benevento, che scrisse commenti sulle Leggi longobardiche} e Niccolò soprannomato Furioso, che credesi reggiano di patria (a), e Otton di Pavia, e Bandino Familiato pisano, e Cacciavillano, e Oddone da Landriano, che probabilmente era di patria milanese, e più altri. Io non posso arrestarmi a compendiar le notizie che il diligentissimo P. Sarti ne ha raccolte ed esaminate (ib. p. 79, 82, 86, 89,90), confutando insieme gli errori che nello scriver di essi si son commessi da molti, poichè anche (<?) Della patria di questo giureconsulto, che non è beu conosciuta , si è. trattato nella Biblioteca modenese (t. 5 , p. 36p)• XIV. LotUrio «roioone*«, ed aliti giureconsulti.