Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo IV, Classici italiani, 1823, IV.djvu/420

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


SECONDO 399 c con poca esattezza ne hanno ragionato (Script. Ord Praed. t. 1, p. 728), cambiando anche il nome di Martino in quel di Giovanni, nel che però essi non hanno fatto che adottare gli errori di altri scrittori. XX. Sembra che quanto maggior fama si ottiene da qualche illustre scrittore, altrettanto più se ne ingombri di favole e di errori la storia. Così è avvenuto al celebre Accorso soprannomato il Chiosatore. Il P. Sarti, di cui io non ho trovato scrittore più scrupolosamente esatto e minuto, ha dovuto trattenersi non poco a rilevare e a correggere, sempre però colla consueta sua modestia, gli sbagli che nello scriver di lui han commesso qual più qual meno gli altri scrittori (pars 1 , p. 136, ec.). Così egli mi ha agevolata la via; e io posso sicuramente accennare in compendio ciò eli’ egli ha ampiamente ed evidentemente provato. Accorso dunque, che questo solo nome, e non altro, egli ebbe, nacque o in Firenze, o più probabilmente nella villa di Bagnolo, cinque miglia lungi dalla città verso mezzogiorno, circa l’anno 1182; il che raccogliesi dall’esser egli certamente vissuto fino al 1260, e dall’esser morto, secondo la comune opinione, in età di 78 anni. Ancor giovinetto attese con felice successo agli studi; e ciò che narrano alcuni, ch’egli solo in età avanzata si volgesse alla giurisprudenza , è pura favola confutata dalla contraria testimonianza dei due più antichi scrittori , Filippo Villani e Domenico Aretino. Egli ebbe a suo maestro nella giurisprudenza in Bologna Azzo, e forse ancora Roffredo da