Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo IV, Classici italiani, 1823, IV.djvu/44

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PRIMO u3 S. Germano scrittore contemporaneo. Tunc imperatrix Exii Ch’itale Marchiae filium peperit nomine Frideric. me. De. in festo S. Stephani (Cht'on. ad an. 1194, Script. Rer. ital. vol 7, p 976). E l’Anonimo casinese, benchè non nomini Jesi, dice nondimeno egli pure che nacque nella Marca di’Ancona (CI ir on. ad an. 11 <p, ib. vol 5, p. 73). Le quali testimonianze a me sembra che debbano avere assai più forza, c!ie non quelle di altri assai più recenti autori, allegate da alcuni scrittori siciliani, e singolarmente dal Mongitore (Bibl. Sic. t. 1, art. Freder. II), a provar ch’ ei nacque in Palermo. Egli fu ben colà trasportato l'an 1198, ed ivi trattennesi fino all’an 1212 in cui passò in Germania, e quindi può la Sicilia arrogarsi a giusta ragione il vanto di avergli data quella sì colta educazione che lo rendette coltivatore insieme e fomentatore de’ buoni studi. IH. E veramente tutti gli antichi storici ci parlano di Federigo, come di uno de’ principi più amanti della letteratura, che mai sedesser sul trono. Ricordano Malespini, che pur non gli si mostra troppo favorevole nelle sue Storie, dice ch’egli fu uomo ardito e franco, e di grande valore e scienza, e di senno naturale fu savissimo, e seppe lingua latina, e il nostro parlare, e’l tedesco, francese, greco, saracinesco, e fu copioso, largo c cortese (Star, fiorent r. 112, vol 8 Script. Rer. ital. p. 953). E similmente nella Cronaca di Francesco Pipino di lui si dice, ch era principe satis literatus, Ungi tarum doctus, omnium artium mechanicanan, cjuibus animi un (lederai, arti/ex perilus (Cfiron.