Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo IV, Classici italiani, 1823, IV.djvu/449

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4a8 LIBRO approvazione dai romani pontefici, regnava nondimeno da molti anni nel foro ecclesiastico; e gli studiosi del diritto canonico, abbandonate le altre anteriori Raccolte, in essa quasi unicamente occupavano il loro ingegno e le lor fatiche. Professori del Decreto appellavansi quelli che nelle scuole l’interpretavano; e come il corpo delle leggi civili aveva di questi tempi moltissimi interpreti che scrivevan chiose e comenti ad illustrarle, così aveane ugualmente il Decreto di Graziano. Ma frattanto i romani pontefici diverse altre leggi secondo le diverse occasioni andavano pubblicando, e conveniva perciò che esse ancora si raccogliessero e si ordinassero. Non pochi furono quelli che al fin del secolo XII, e al principio del XIII in ciò si occuparono, finchè Gregorio IX ne formò quel corpo più regolare e più ordinato che ancora abbiamo. Di queste diverse Raccolte e de’ loro autori ragion vuole che qui parliamo prima d’ogni altra cosa. Essi per lo più appartengono, almeno in qualche maniera, alla università di Bologna, e perciò il diligentissimo P. Sarti ne ha esattamente trattato; e io godo di poter seguire qui ancora le tracce di sì valoroso scrittore, dal cui parere assai di raro mi avviene di dovermi scostare. II. Bernardo, pavese di patria, fu il primo che si accingesse a tal opera. Alcuni gli danno il cognome di Circa, altri quello di Balbo; ma il P. Sarti dimostra (pars 1, p. 3t)2) che non v’ha pruova nè dell’un nè dell’altro, e che ne’ codici antichi egli con altro nome non è chiamato che di Bernardo proposto di Pavia,