Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo IV, Classici italiani, 1823, IV.djvu/451

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III. Altre steriori «»Ite. 430 LIBRO quella della sua patria , cui egli resse fino al1 anno 1113 in cui fini di vivere a’ 23 di giugno. Di tutte le quali cose si veggan le pruove presso il P. Sarti. La collezion da lui fatta, benchè ora non abbia autorità, è stata nondimeno saggiamente creduta degna d’essere pubblicata, e perciò il celebre Antonio Agostino l’ha data alla luce (a). Un Comento di Bernardo sull’Ecclesiastico e un altro sulla Cantica conservansi manoscritti nella biblioteca real di Torino (Cat. Bibl. taurin. t. 2, p. 23). III. L’esempio di Bernardo ebbe presto alcuni imitatori, a cui le nuove leggi ecclesiastiche che veni varisi pubblicando, diedero occasione di far nuove Raccolte. Tancredi arcidiacono di Bologna, di cui fra poco favelleremo, gli annovera con quell’ordine stesso con cui si seguirmi l’uh f altro (V. Bosquet in Not. ad Epist. Innoc. III, l. 1, ep. 71). Dopo la compilazione di Bernardo, die’ egli, altre Lettere decretali da altri papi furono promulgate, cui maestro Gilberto a somiglianza della prima Raccolta divise in più titoli. Maestro Alano dappoi fece egli pure la sua compilazione. Finalmente maestro Bernardo arcidiacono di Compostella , avendo soggiornato per qualche tempo nella curia romana , co’ Registri d Innocenzo III formò un altra Raccolta, a cui gli studenti in Bologna han dato talvolta il nome di Compilazione romana. Ma perchè in esse leggeansi (a) La Somma ili Bernardo pavese è stata nuovamente pubblicala e illustrata da Giuseppe Animilo rilegger in Friburgo nel 17’r).