Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo IV, Classici italiani, 1823, IV.djvu/663

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642 LIBRO riferire, se pur non è anche più antico, il poema inedito de Sancta Jerusalem di Niccolò di Michele Buonaiutifiorentino, diviso in sedici libri; del quale qualche saggio ci ha dato il ch. signor canonico Bandini (Cat. Codd. lat. Bibl. Laur. t. 2, p. 221; t 3, p. 863). E più altri autori di cotai ritmi potrei qui annoverare, se volessi andare in cerca minutamente di cotai cose. Ma troppo poco è il vantaggio che i loro autori hanno comunemente recato alle lettere, perchè se ne debba far conto. Solo è da avvertire che il favore in cui furono di questa età le rime italiane e le provenzali, fu quello per avventura che invogliò molti ad usar della rima ancor ne’ versi latini, sperando forse che ugual plauso ne avrebbono aneli essi avuto. Ma furono delusi nelle loro speranze; e per quanto incolta fosse ancora l’Italia, ella non degnossi mai di accordare grandi onori agli autori di sì strane poesie. VIIT. Il Muratori nomina alcuni poeti de’ bassi tempi, dei quali egli ha lette poesie latine in un codice della biblioteca Ambrosiana (Antiq. Ital. t. 3, p. 914, ec.). Io non parlo di quelli che certamente sono stranieri all’Italia , ne di altri de’ quali ignorasi il nome. Ma alcuni di essi sono italiani. Tali sono Riccardo giudice di Venosa , di cui produce dodici versi tratti da un poema elegiaco in più libri da lui composto, e intitolato De. pertractatione nuptiarum, di cui è parte probabilmente quel Carmen ludicrum de Sponsalibus Paulini senis et Pollae anus che trovasi nella biblioteca del re di Francia (Cat. Codd MSS. Bibl. reg. Paris, t. 4)