Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo IV, Classici italiani, 1823, IV.djvu/742

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TERZO ^21 fu impiegato in molti maestosi edificii che s’innalzarono in Firenze, e che si posson veder descritti dallo stesso autore (a). Io accennerò solamente l’ultimo cerchio delle mura di Firenze eretto 1’anno 1284 , la loggia e la piazza de’ Priori, la gran chiesa di Santa Croce, e quella ancor più magnifica di Santa Maria del Fiore. Egli morì l’anno i3oo. Il Baldinucci ne annovera ancora alcune sculture (l. cit. p. 85. ec.), e aggiugne che in un libro delle Riformagioni si trova data la cittadinanza ad Alberto e a Guiduccio figliuoli di Arnolfo, il primo de’ quali era scultore in marmi. Il Baldinucci medesimo ci racconta (ivi) che alla fine di questo secolo stesso erano in Firenze alcuni religiosi dell’Ordine de’ Predicatori assai ben intendenti d’architettura, e singolarmente F. Ristoro e F. Sisto conversi e fiorentini di patria, i quali, come si narra in una Cronaca ms. del convento di (a) Ecco un’altra pruova del bisogno che abbiamo di una esatta storia dell’arte e degli artisti singolarmente toscani de’ bassi secoli. Arnolfo dicesi figliuol di Lapo, o, secondo altri, discepolo; e credesi che Lapo morisse nel 1262. Or il suddetto P. Guglielmo dalla Valle ha prodotto il documento con cui a’ 29 di settembre del 1266, secondo l’uso pisano, Niccola da Pisa fu condotto pel lavoro del celebre pulpito del duomo di Siena; e in esso tra i patti a Niccolò imposti è che pel primo di marzo ei debba condur seco a Siena Arnolfo e Lapo suoi discepoli (Lettere sanesi, t. 1 , p. 180); colle quali parole , ove non vogliasi supporre un altro Lapo diverso da quel del Vasari , si mostra ad evidenza che nè Lapo morì nel 1262, nè egli era padre nè maestro di Arnolfo; ma amendue al tempo medesimo erano discepoli di JNiccola. Tuuboschi, Voi. IV. 46