Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo V, parte 1, Classici Italiani, 1823, V.djvu/172

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PRIMO i35 raccolti e dati alla luce (Antìq. Ital. t.3, p. 907, 908). e prima un decreto da questa comunità fatto l’an 1306, in cui si ordina che un ambasciador si spedisca alla comunità e all’università di Padova per ottenere che Niccolò Mattarelli celebre legista in Padova e modenese di patria resti in Modena, e vi si trattenga tutto l’aprile per compier l’impiego addossatogli di difensore del popolo. Non è questo, a dir vero, indicio di pubblica scuola che allor fiorisse, ma pruova soltanto T attenzione de’ Modenesi nello scegliere a’ lor magistrati uomini dotti e ben versati nella scienza legale. Di scuole abbiam menzione in uno Statuto dell’anno 1327, in cui si comanda che niuno tra gli scolari cittadini sia tenuto a dare a’ professori di legge, o di canoni dono alcuno, benchè loro promesso, e che gli scolari forestieri che per cagione di studiar soggiornano in città , godano de’ privilegi medesimi de’ cittadini; e in un altro del 1328, in cui i Modenesi determinano d’invitare un valente professor di leggi forestiero , che in Modena ne tenga scuola coll’annuale stipendio di 150 lire modenesi, e un altro

  • terrazzano che abbia ricevuto T onor della laurea nelle arti, a leggere medicina collo stipendio di 100 lire, e finalmente un altro forestiero

a leggere la Somma di Rolandino per l’arte de’ notai, e le Istituzioni collo stipendio di 50 lire. Abbiamo qui dunque menzione di tre diverse cattedre in Modena, e io non dubito punto che un più diligente esame delle carte antiche di questo pubblico archivio non fosse per darci altri più chiari lumi intorno ad altre