Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo V, parte 1, Classici Italiani, 1823, V.djvu/247

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2 10 LIBRO P. Dionigi fin dall’anno 1328 professore di teologia e di filosofia nell’università di Parigi. L’abate de Sade lo annovera tra que’ teologi che furon consultati nella quistione della vision beatifica (Mém, de Petr. t. 1:p. 254). Ma a me non è avvenuto di ritrovarne memoria alcuna. ^vi. VI. Lo stesso scrittor francese ci narra (ib, «>i“divp- 233) che l’anno 1334 il Petrarca, cornbatt,,t0 Per una Parte dall’ardente sua passione >ua mone. »)er Laura, e per l’altra da’ sentimenti di Religione, si rivolse al P. Dionigi, lo scelse a suo direttore, gli confidò lo stato dell’anima sua, e strinse con lui amichevol commercio di lettere. Egli non ci accenna onde abbia tratte cotai notizie; e a me pare che non altro fondamento ci possa recarne, che la lettera sopraccennata, in cui il Petrarca il ragguaglia del suo viaggio al Monte Ventoso (l. 4? ep 1) j perciocché in essa veggiamo che il Petrarca si fa a rendergli conto dello stato interno dell’anima sua , de’ combattimenti che provava nel cuore, delle lagrime che spargea sulle sue debolezze, e del frutto raccolto dacchè oltre a due anni addietro avea cominciato a fare in qualche modo guerra a se stesso; e accenna insieme un libro delle Confessioni di S. Agostino, che da lui avea ricevuto in dono. La qual maniera di favellare ci rende assai verisimile che il Petrarca di lui si valesse come di suo direttore, e che f)erciò con quella amabile sincerità che in tutte le sue opere si manifesta, gli svelasse l’interno suo stato. Questa però è l’unica lettera che abbiamo su questo argomento, e non mi sembra abbastanza provato ciò che afferma il suddetto