Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo V, parte 1, Classici Italiani, 1823, V.djvu/351

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3 1 4 LIBRO è più slato dato alla luce (*). Per qual motivo egli l’intitolasse l1 Acerba, si disputa lungamente da quelli a’ quali piace di disputare sulle cose ancora di niuna importanza. Le diverse loro opinioni si posson vedere annoverate dal ch. Mazzucchelli. Io non credo di dover gittare il tempo nè in esaminarle, nè in riferirle; anche perchè niuna di esse mi pare abbastanza provata. Abbiamo inoltre i suoi Comenti, che gli furono troppo funesti, sulla Sfera del Sacrobosco , scritti, come affermano que’ che gli hanno veduti, in uno stile assai barbaro, pieni di follie astrologiche, e ne’ quali vengono spesso citati come oracoli autori superstiziosi ed apocrifi. Il Crescimbeni ne ha inoltre pubblicato un sonetto (Comment della Poesia, t 3, p. 128) ch’egli scrisse in risposta al Petrarca, il quale uno glien avea indirizzato che cominciava: Tu se’ l grande Ascolan che il mondo allumi. Questo sonetto del Petrarca non è mai stato dato alla luce (a), ma il solo verso recatone ci (*) Il primo che si accingesse a comentarc il poema di Cecco d’AscoIi, fu Niccolò Masetti nobile modenese, il cui Comento fu la prima volta pubblicato in Venezia nel 1478. Di questo Niccolò trovasi talvolta menzione nc’ monumenti antichi di questa città e negli Atti del Consiglio pubblico egli c nominato conservatore all* anno 1462. (a) Io ho creduto che il solo primo verso di questo sonetto in lode di Cecco d’Ascoli, attribuito al Petrarca , avesse veduta la luce. Ma esso vedesi riferito interamente nel Catalogo della Ricciardiana del ch. dottor Lami (p. 291). Ivi però esso non dicesi del Petrarca, ma di un certo Muccio Ravennate, di cui due