Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo V, parte 1, Classici Italiani, 1823, V.djvu/354

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SECONDO 3 in (Descr. del Cataio, p. 46) accenna come esistente nella biblioteca Vaticana una traduzione da lui fatta di greco in latino di uno storico a me sconosciuto, cioè del secondo libro delle Guerre di Terra Santa scritto da Aniceto patriarca di Costantinopoli, nel che però l’eruditissimo monsignor Gradenigo sospetta, e parmi a ragione, di qualche errore (Della Letterat. greco-ital. p. i3$) (a). Queste sono le sole notizie che di questo celebre astronomo mi è avvenuto di poter rinvenire; e appena sapremmo chi egli fosse, se la gratitudine del Boccaccio non ce ne avesse conservata un’onorevol memoria. Egli ebbe a suo scolaro Corrado, che fu poi vescovo di Fiesole, e fu egli pure coltivatore degli studj astronomici; e ne fa fede un codice della Magliabecchiana, citato dal dottissimo abate Ximenes (Del Gnom. fiorent. introd. p. 41): Regulae inventae in Almanach bonae memoriae Domini C. R. Episcopi Fesulani periti in Astrologia sub doctrina et Magisterio Domini Andalo de Nigro de Janua Magistro in scientia Astrologiae, qui... Canones super Almanach praefatum compilavit, fecit, et composuit, et erat scriptus manu propria ipsius Episcopi (b). (a) La Storia del patriarca Aniceto è una delle imposture del celebre Cicearelli, che forse per accreditarla ne fìnse la traduzione di Andalon dal Nero. Di ciò verrà altrove occasione di ragionare. (b) Anche un Parmigiano, per nome Accorso, scrisse nel 1303 un trattato latino dell" Astrolabio, che ms. conservasi nella Laurenziana (Band. Cat. Codd. lai. Bibl. laur. t. 1. p. 62 , ec.).