Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo V, parte 1, Classici Italiani, 1823, V.djvu/448

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SECONDO 4 1 1 da Villannova (a), fra le cui opere di fallo si trova inserita anche in alcuni codici mss.; e si pretende ch’ei, costretto ad andarsene qua e là fuggiasco, prendesse il nome di Magnino, e (a) Di Arnaldo da Villanova io non dovea ragionare in quest’opera , perchè ei non fu italiano , ma o francese o spagnolo. Veggasi l’opera degli Archiatri pontificii del ch. abate Marini (t. 1,p. 43). A lui però dobbiamo la notizia di molti medici italiani o nulla o poco finor conosciuti, de’ quali ei fa menzione nella sua opera intitolata Breviarium Medicinae practicae , stampata colle altre sue in Lione nel 1504 perciocchè in essa egli nomina un Giovanni da Perugia, un Giovanni da Firenze, forse quello che fu poi medico di Clemente VI (Marini, t. 1 , p. 64), un Teodorico da Rieti, un maestro Pietro vicentino, un maestro Pietro Marone da Salerno, un maestro Fernello pisano, un Francesco del Piemonte, e più altri. Della stessa opera si raccoglie che lo stesso Arnaldo era stato medico di Alessandro IV, o che almeno avea per lui composto alcune pillole (p. 193, 198 , ec.). Anzi da alcuni passi di essa si può inferire che la detta opera fosse composta nel monastero di Casanuova in Piemonte. Delle quali osservazioni io mi riconosco debitore alla singolare esattezza ed erudizione del ch. sig. Vincenzo Malacarne. Esaminando però diversi passi di quest’opera , i quali sembra che non possano convenire all età di un uomo solo , mi nasce qualche dubbio « he l edizione di essa sia stata fatta su qualche codice interpolato, e accresciuto da qualche meno antico medico, come spesso è accaduto. Ma ciò porterebbe una troppo lunga e minuta descrizione. Un altro Arnoldo, medico di Benedetto XI nel 1304, rammentasi dall’abate Marini (t. 1, p. 42) 1 il quale Arnoldo avea un fratello detto Uberto da Canturio nella diocesi di Milano, ma assai vicino a Como; e sembra perciò che sia quell’Arnoldo comasco indicato dal ch. conte Giovio come autore di alcuni Comenti sulla Scuola salernitana (Giornale di Mod. t. xxx, p. 86).