Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo V, parte 1, Classici Italiani, 1823, V.djvu/525

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488 LIBRO era morto l’anno i352. Quanto tempo ei: si trattenesse in Perugia, non si può stabilire. Pare ch’ei fosse chiamato a Padova da Francesco da Carrara, e che ivi si trovasse l’anno 1380 perciocchè al principio d’una sua Ripetizione si legge: Repetitio in Studio Patavino per eumdem Dominum Baldum facta anno Domini 1380 (ad l Edita, c. de Edendo). Ma è insieme certo che l’anno 1383 egli era in Perugia, perciocchè abbiamo ancora una lettera scritta in quell’anno da Coluccio Salutato in nome della Repubblica fiorentina a’ Perugini, perchè permettano, e, ove faccia duopo, costringano Baldo a recarsi a tenere scuola in Firenze (Coluc. Salut. Epist. t. 2, ep. 8). Se il disegno de’ Fiorentini avesse felice riuscimento, non trovo chi l’affermi. Solo da un passo di Baldo, citato dal co. Mazzucchelli, veggiamo che l’an 1389() egli era di nuovo in Padova; e che nell’anno stesso dovette far ritorno alla patria, chiamatovi da’ Perugini. xxix. XXIX. Sembra quasi impossibile che tanta RiomoVK incertezza e oscurità si ritrovi nella storia d’uotÈV*ueop£ 09ini sì famosi; colpa in gran parte degli scritre- tori delle lor Vite, che invece di ricercare i f)iù sicuri e autentici monumenti, altro non hanno fatto comunemente che trascrivere ciò che altri avean detto prima di loro. Se, in vece di ciò, si fossero con maggior diligenza ricercati gli archivj, come ha fatto l’incomparabile P. Sarti per l’università di Bologna, quanti errori altrui si sarebbono emendati, quante belle notizie si sarebbono raccolte 1 Possiamo noi sperare che venga un giorno in cui usciam dalle