Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo V, parte 2, Classici italiani, 1823, VI.djvu/100

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(>C>4 LIBRO die1 egli nella prefazione, quid referam? cum codices con ini, qui illos et scripta sua commemorant, nusquam apud nos reperiantur. E infatti trovansi in questo libro ommissioni ed errori di non lieve momento. Certo è nondimeno che, qual esso è, mostra una vastissima erudizione di chi ne fu l’autore; e sembra quasi impossibile che fra tante tenebre ei potesse pur veder tanto; nè è piccola lode eli1 ei sia stato il primo di tutti a darci un dizionario di questo genere; pel quale motivo ei dovrebbe a questo nostro secolo singolarmente esser caro ed accetto. Altre riflessioni sul merito di quest’opera veggansi presso il marchese Maffei. Nè agli scrittori soltanto si ristrinse il Pastrengo. Sei altri piccioli dizionarj, o a dir meglio, indici storici e geografici egli vi aggiunse, de’ quali udiamo da lui medesimo f argomento. Qui primi quarumdam rerum vel artium inventores fuerint vel institutores: qui certarum provinciarum vel Urbium fundatores; a quibus Provinciae quaedam, Insulae, Urbes,flumina, montes, et res certa traxere vocabula primum: quibus in locis, Insulis, aut Urbibus res quaedam primum inventae sunt: quique certis dignitatibus aut officiis functi sunt primi: qui magnifica quaedam gessere primi aut instituerunt insolita. Brevi trattati, è vero, ma essi pure testimonii assai luminosi della vasta lettura di questo infaticabil uomo che ad ogni cosa che afferma, cita l’autore onde f ha tratta. Michelangiolo Bondo diede in luce quest1 opera in Venezia l’an 1547 ma l’edizione ne è sì scorretta, che spesse volte 11011 si rileva il senso; anzi il titolo ancora non è esatto, perciocché