Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo V, parte 2, Classici italiani, 1823, VI.djvu/104

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fio8 LIBRO suoi; e tale è veramente quella di Dino , se no» che ei si mostra talvolta troppo acre censore de’ vizii onde la sua patria era allora guasta. Molto ancora, e a ragione, si loda la purezza e l’eleganza di lingua, ch’egli usò scrivendo. Il Muratori a provare che Dino visse più anni dopo il 1312 in cui compiè la sua Storia, si vale di un1 orazione da lui detta a Giovanni XXU, che è stata pubblicata dal Doni. Ma noi abbiam già veduto che assai poca fede si dee alle Prose antiche da lui date alla luce, le quali sono in gran parte supposte, o almen contraffatte. Miglior pruova si è quella che ei poscia aggiugne, cioè del codice ms., in cui si contiene la Storia di Dino, e in cui si legge: Morì Dino Conin pugni a dì xxvi di Febbraio 1323 sepulto in Santa Trinità. XIII. Assai più celebre è il nome di Giovanni Villani, di cui per altro niunoha ancora scritta con diligenza la Vita. Filippo di lui nipote appena ne ha fatto un cenno nella sua Storia degli Uomini illustri fiorentini, di cui presto ragioneremo. Poco ancora ne ha detto l’ab. Mehus (Vita Ambr. camald. p. 188), che pur tante notizie ci ha date degli scrittori fiorentini, per non dir nulla d’altri autori, da’ quali non possiamo sperare intorno al Villani que’ lumi che pur brameremmo di avere. Il co. Mazzucchelli (Note alle Ti te degli Uom. ill di Fil. Vill, p. 90, ec.) e il sig. Domenico Maria Manni (Sigilli. t 4, p. 76) sono i primi che ce ne han data qualche più esatta contezza, e dopo essi il dottor Pietro Massai (Elogi d ili. ’Toscani t. 1). Da essi dunque e dalla Storia