Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo V, parte 2, Classici italiani, 1823, VI.djvu/127

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SECONDO G3I p. GGi), era Oratore fuori a’ servigi della Signoria. Ei segnalò il suo zelo per la Repubblica ranno i3;9 nel tempo della famosa guerra co’ Genovesi, che mise in sì gran pericolo Venezia; perciocchè tra i cittadini che in quell’occasione offrirono sè e le loro sostanze a servigio della Repubblica, così di lui si legge: Raffaello Caresini Cancelliere grande offerisce lui con due buoni compagni al suo salario e spese, e un famiglio , di andare sull9 armata, e di pagare le spese di tutti gli uomini da remo al mese Ducati 4> e a’ balestrieri Ducati 8 al mese per uno. Item dona tutti i prò de’ suoi imprestiti, e imposizioni, eli egli ha, e che farà nella presente guerra; e di prestare Ducati 500 d’oro a rendersegli due mesi dopo finita la guerra (ib. p. 736), pe’ quali suoi meriti l’an 1381 ei fu ascritto al maggior Consiglio (ib. p. 739). Or a questo gran cancelliere dobbiamo la continuazione della Cronaca del Dandolo, che insieme con essa è stata data alla luce, nella quale egli prosiegue la storia fino al 1388, cioè, come afferma il ch. Foscarini (l. cit. p. 133), sino a due anni prima della sua morte, intorno alla quale continuazione, e ad un’antica versione italiana che se ne conserva nella libreria di S. Marco, veggansi le osservazioni del medesimo diligentissimo autore. XXIV. A questi scrittori veneziani vuolsi congiungere un trevisano che una par te della storia veneta illustrò co’ suoi scritti. Egli è Daniello Chinazzo che in lingua italiana ci ha tramandata una lunga ed esatta relazione della pericolosa guerra tra’ Veneziani e i Genovesi nell’anno i3y8