Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo V, parte 2, Classici italiani, 1823, VI.djvu/152

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656 LIBRO de’ Mussi, che in gran parte è la stessa con* quella di Pietro. E questi è il secondo scrittoidi storia, ch’ebbe a questi tempi Piacenza. Ei condusse la Cronaca lino all1 anno i4o3. Il sopraddetto proposto Poggiali lo chiama copiator fedelissimo del Ripalta (l. cit. p. 163, 377, 386), ma insieme ne riprende l’aggiugnervi ch’egli ha fatto a suo talento aspre e velenose declamazioni contro la Chiesa e i pastori di essa, sedotto dal suo impegno per la fazion gibellina, di cui era seguace. Il Muratori, come si è detto, è stato il primo a pubblicarla colle stampe (Script. rer. ital. vol 16, p. 443)? e nella prefazione ha radunati que’ passi da’ quali ricavasi che Giovanni fu veramente l’autore di questa Cronaca, e ch’egli scrivea comunemente ciò di che era egli medesimo testimonio. XXXV. Nel secolo precedente assai scarso numero di storici ebbe Milano, ma il presente compensò bene la passata mancanza. E il solo Galvano Fiamma può equivalere a molti altri scrittori. Sull’antica ugualmente che sulla moderna storia milanese egli travagliò con indefesso lavoro; ma per ciò che è dell1 antica, egli soffrirà in pace che non ci curiamo di leggere ciò ch’ei ci vien raccontando, tante sono le favole che vi veggiamo sparse per entro, secondo il gusto de’ tempi che allor correvano. Nelle cose però (de’ suoi tempi, benchè qualche errore vi si trovi, tante sono e sì interessanti e minute le notizie da lui tramandateci, che non possiamo non avere in gran pregio i libri da lui composti. Questi sono in primo luogo una Cronaca del suo Ordine de’ Predicatori,