Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo V, parte 2, Classici italiani, 1823, VI.djvu/157

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SECONDO • G6l prima «fogni altro dal Muratori (Script. rer. ital. vol. 12 , p. 1601), cioè Buonincontro Morigia che n’era natio e che scrisse rozzamente bensì ma diligentemente le cose nella sua patria avvenute dalla fondaziondi essa fino al 1349E nelle cose di’ ei narra de’ tempi suoi, può esigere che gli si creda; perciocchè e aveale. vedute egli stesso, ed erane ancora talvolta entrato a parte. Così ei narra che l’an 1322 fu mandato insiem con Àrtusio Li, irando come capitano di duecento fanti , cui Monza mandava a Milano in soccorso di Galeazzo Visconti (ib. p. 1125). Air anno i32y troviamo ch’egli era uno de’ dodici (ib. p. 1155) destinati a formare il consiglio di quel Comune, mentre era soggetto a Lodovico il Bavaro. Finalmente l’anno 1343 ei fu mandato da’ suoi concittadini ambasciadore all’arcivescovo di Milano per trattare della restituzion del tesoro della lor chiesa, trasportato già ad Avignone (ib. p. 1178). Ma non sappiamo fino a quando ei ancora vivesse. Le altre città che or compongono la Lombardia Austriaca, non ebbero in questo secolo storico alcuno, o niuno almeno, ch’io sappia, ha veduta la luce, se se ne tragga il breve opuscolo delle lodi di Pavia, pubblicato dal Muratori (ib. vol 11, p. 1), e che contiene una esatta descrizione di questa città. Ma gli storici milanesi col descrivere le azioni e le guerre de’ Visconti vengono ancora a formare la storia delle altre città eh1 eran loro soggette. Pochi scrittori abbiam parimente alle stampe, che illustrino la storia del Piemonte e del Monferrato; e in tutta la collezione del Muratori Tiraboschi , Voi VI. 1 o