Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo V, parte 2, Classici italiani, 1823, VI.djvu/156

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66o LIBRO ordinarie. Partito poi da Bologna, dice (ib.p. 339) che venne a fissarsi colla sua famiglia a Borgomanero sul Novarese, e che fu adoperato talvolta da Galeazzo Visconti (ib.p. 356). Ei chiude per ultimo la sua storia (t. 2, p. 401) con dolentissimi treni sul luttuoso stato d’Italia e sulla peste clic in quell1 anno i36:ì la devastava, per cui egli fu costretto ad abbandonare la sua desolata famiglia, ritirandosi a Tortona, e per cui egli perdette due figli e la moglie. In Tortona ei fu giudice al banco del Comune, e cancelliere del podestà Giovanni da Pirovano, come ricavasi dalla nota da lui stesso aggiunta al fin della Storia. A questa succede un altro breve opuscolo intorno alla guerra in quegli anni stessi fatta sul Canavese in Piemonte, pubblicata già nella Galleria di Minerva (t. 2 , p. ec.), ma con certe correzioni in cui il Muratori sospetta, e parmi a ragione, di qualche inganno. Altri per ultimo gli attribuiscono gli Annali milanesi pubblicati dal medesimo Muratori. Ma questi nella prefazione, che lor va innanzi, rigetta questa opinione (vol 16 Script. Rer. itaL p. (637); e mostra che f autor di essi, chiunque ei fosse, visse verso la metà del secolo susseguente (n). XXXV ii. Anche Monza, ragguardevole borgo del territorio di Milano , e illustre per le memorie della celebre Teodolinda, ebbe in questo secolo un non dispregevole storico, pubblicato (a) Yeggasi ciò che dell* Azario e deli* opere di esso ha scritto dopo la pubblicazione di questa Storia il eh. sig. conte di Cocconnto (Piemontesi illustr. t. 4, p. 223).