Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo V, parte 2, Classici italiani, 1823, VI.djvu/287

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TERZO 791 medesimo , secondo i calcoli del suddetto scrittore (t 2, p. 64 , ec.), egli ebbe il dolore di separarsi dal suo fratello Gherardo che entrò fra i Certosini. Il soggiorno d’Avignone risvegliò in seno al Petrarca la sua antica fiamma per Laura; non però in modo, ch’ei se ne lasciasse distruggere e divorare, senza adoperarsi ad estinguere F ardente incendio. I Dialoghi con S. Agostino, da lui composti nel decimo sesto anno del suo amore (Op. t. 1, p. 398), cioè l’an 1343, ci fan conoscere quanto desiderasse egli stesso di rompere i lacci fra cui trovavasi stretto, e come, benchè cercasse di giustificare, come meglio poteva, il suo amore per Laura, era nondimeno costretto a conoscere e a confessare che la sua passione non era sì innocente, come a prima vista pareagli. A questa confessione così sincera diede forse occasione una nuova caduta ch’ei fece, come ben congettura l’ab. de Sade (l. cit p. 139), in quest’anno, in cui, probabilmente dalla donna medesima da cui avea avuto Giovanni, ebbe una figlia detta Francesca che egli poi diede in moglie a Francesco da Brossano. Egli ci assicura (ep.adposter.) che giunto al quarantesimo anno non solo ebbe orrore, ma perdette ancor la memoria e F immagine di ogni azion disonesta; e perciò la nascita di questa figlia non può differirsi oltre quest’anno che era per lui il trentesimo nono di età, nè può attribuirsi al poco onesto commercio da lui avuto in Milano con una donna della famiglia di Beccaria, come hanno scritto moltissimi (V. Meni, pour la vie de Petr. t. 3, p. 455), degni però di scusa, perchè il vedean narrato