Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo V, parte 2, Classici italiani, 1823, VI.djvu/319

Da Wikisource.
Vai alla navigazione Vai alla ricerca

terzo 8a3 in amicizia, coltivarono essi pure, seguendone l’esempio, la poesia italiana, benchè niuno giugnesse ad uguagliarne la fama. XXXVIII. E il primo luogo tra essi deesi al Boccaccio, il quale, benchè tardi da lui conosciuto , ottenne nondimeno di stringersi in tal union col Petrarca, che non v’ebbe cosa si occulta ed interna ch’essi a vicenda non si comunicassero. Fra i molti scrittori che ne han tessuta la Vita , due fra i moderni sono i più esatti, il signor. Domenico Maria Manni (Stor. del Decam, par. 1) e il conte Giammaria Mazzucchelli (Scritt. ital. t 2. par. 3, p. 1315,ec.), i quali accennano ancora le più antiche Vite che di lui scrissero Filippo Villani, Giannozzo Mannetti ed altri scrittori di que’ tempi. Noi, secondo il nostro costume, accenneremo in breve ciò che è da essi provato con autentici monumenti, e svolgerem più ampiamente ciò che ancor abbisogna di essere illustrato, e ciò che forse ci verrà fatto d’aggiugnere alle loro ricerche. Giovanni fu figliuol di Boccaccio di Chellino di Buonaiuto, e fu originario di Certaldo castello del territorio Fiorentino venti miglia lungi dalla città, e perciò comunemente egli voll’esser chiamato Giovanni di Boccaccio da Certaldo. Non sembra però che in questo castello ei nascesse, poichè parlando del fiume Elsa (De Nominib. Montium, ec.), presso cui esso è posto, dice: vetus Castellum... sedes et natale solum majorum meorum futi > anteipiam illos susciperet Florentia cives. Le quali parole ci mostrano chiaramente che gli antenati di Giovanni, abbandonato Certaldo, verniero a