Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo V, parte 2, Classici italiani, 1823, VI.djvu/461

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TERZO 965 tli farne la scella. Urbano V, che gli succedette , chiamò a suo segretario Francesco bruni, amico del Petrarca, di cui abbiamo più lettere a lui scritte (Senil. l. 1, ep 5, 6; L 2, cp. l. G, ep. 2; Z.9, ep;. 2; l. 11, 3, ec.), e dalle quali raccogliesi che non già a Roma, come ha affermato monsignor Buonamici (l. cit. p. 154); ma ad Avignone fu chiamato Francesco a sostener quell impiego. Intorno a lui alcune altre notizie si posson vedere presso f ab. Mehus (Vita Ambr. camald. p. 282). Di Coluccio Salutato, che fu dato per compagno al Bruni, abbiam già ragionato nel capo precedente, e ne ragiona ancora monsignor Buonamici (p. 155), il quale però troppo lungo tempo gli fa occupare quel posto, dandolo per segretario a Innocenzo VI, a Urbano V, a Gregorio XI, mentre noi abbiam dimostrato ch’ei fu solo presso il secondo di questi pontefici. A questi finalmente aggiugne monsignor Buonamici un Giovanni bolognese (p. 157) segretario di Bonifacio IX, di cui niun1 altra memoria ci è rimasta (*). (*) Secretano «li Bonifacio IX fu parimente Venerab. Vir Magister Franciscus q. Vend rat ni ni d<> Lanzanico Canonicus Tarvisinus ipsius Domini nostri Segretarius , di cui in Trevigi conservasi il testamento fatto in Roma a’ 9 di febbraio del \\oo. « Anche Antonio Pancera de Protogruaro nel Friuli in quelf impiego servi allo stesso Bonifacio IX, e fu poi vescovo di Concordia, imli patriarca d1 Aquileia , c finalmente cardinale. Di lui parla lungamente il Liruti (Notizie de’ Letter. del Friuli, t. 1, p. 334) Tiraboschi, Voi. VI. 29