Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 1, Classici italiani, 1824, VII.djvu/21

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PRIMO 5 sentenza si sottopose Giovanni, e poscia ancora Gregorio. Il sol Benedetto non si lasciò piegare neppur dalle preghiere di Sigismondo e di Ferdinando re di Aragona, chea tal fine recaronsi a Perpignano ove egli era. Ma i Padri di Costanza, dopo aver impiegati due anni a formar parecchi decreti per la riforma della Chiesa, e dopo aver di nuovo scomunicato l’ostinato Benedetto, vennero all’elezione di un nuovo pontefice, che cadde agli 11 di novembre del 14 * 7? nella persona del Cardinal Ottone Colonna che prese il nome di Martino V. Benedetto abbandonato da tutti , fuorchè da due cardinali, e ridotto a vivere nella fortezza di Paniscola nel regno di Valenza, durò ivi nella sua ostinazione, dimenticato dal mondo, fuorchè da Alfonso re d’Aragona che valeasene talvolta a intimorire il pontefice Martino V. Morì finalmente l’anno 1424 ’m elùdi novanl anni j ina lasciando eredi della sua ostinazione i due suoi cardinali, i quali un nuovo papa da scena elessero nella persona di Egidio Mugnos canonico di Barcellona, sostenuto apparentemente per cinque anni dal medesimo re Alfonso, finchè l’anno 1429 Per opera dello stesso re, deposte le mal usurpate insegne, si appagò di essere fatto vescovo di Maiorica. Così ebbe fine questo luttuoso scisma; ma fra pochi anni un altro ne cominciò che, benchè men funesto alla Chiesa, non lasciò nondimeno di travagliarla.

II. Morto il pontefice Martino V nel i^3i, « succedutogli il Cardinal Gabriello de Condolimeli, che prese il nome di Eugenio IV, questi i