Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 1, Classici italiani, 1824, VII.djvu/367

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I PRIMO 351 alcune terre, i dubbj di qualche antico geografo sull’esistenza di un altro mondo, ed altre simili riflessioni con lungo esame da Cristoforo ben ponderate, lo persuasero finalmente che dovean esservi cotali terre, e gli parve di poter accertare per qual via potessero ritrovarsi (a). (a) Noi) può negarsi che qualche idea di una parte non ancor conosciuta del globo terraqueo non avesser già avuta coloro che più eran versati nella geografia e nella storia. Il sig. V incenzo Fprmaleoni, nominato poc’anzi, ha pubblicata una carta di Andrea Bianco veneziano, disegnata l’anno 1436 (Stor. getter. de) / iaggi, ec. t. 6, p. 193, ec.), in cui s’indica chiaramente l’Isola de Antilia, benchè in luogo diverso da quello ove son veramente le Antille , che si dicono dal Colombo scoperte Su questa carta si è menato gran rumore da alcuni , come se essa togliesse quasi al Colombo la gloria, di cui finora ha goduto, di scopritor dell’America. Ma in primo luogo il Bianchi non fu il solo che avesse questa notizia. Nella real biblioteca di Parma conserv isi un’altra mappa dello stesso anno 1436, con una iscrizione alquanto corrosa, in cui però leggonsi chiaramente queste parole becharius (non bedrazius o bedrarius, come altri han letto) Civis Januae composuit hanc... (anno. Domini millesimo ccccxx r i die.... Julii. E in essa vrggousi a un dipresso i medesimi nomi che in quella del Bianchi, e l’Antillia nella medesima situazione e nella medesima l’orma, cioè a foggia di una grand’isola con otto porti; sicchè sembra che il Veneziano non meno che il (genovese abbiano al tempo medesimo copiata la loro carta da qualche altra più antica. Allo stesso modo vedesi delineata X Aliti Ili a nella carta disegnata da Andrea Benincasa nel • 7O, che si conserva nella pubblica biblioteca di Ginevra , come si è detto poc’anzi; e in un’altra fatta da Martino Bechaim da Norimberga nel 1492 cioè m 11’anno in cui il Colombo andavane in traccia, e pubblicata in Norimberga l’anno dal sig. Cristoforo Teofilo da Murr. Di fatto anche Paolo Toscanelli, nella lettera qui