Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 1, Classici italiani, 1824, VII.djvu/432

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4l 6 LIBRO di Basilea, a cui intervenne, e ove, come abbiamo nell’antica serie altre volte citata de’ vescovi di Piacenza (Script rer. ital. vol. 16, p. 633), egli multa (digna memoriae egit. Di lui ivi pure si dice che fu uomo dottissimo ed egregio maestro in divinità, e che fu inoltre famoso predicatore. Ei morì in Cremona il primo giorno dell’anno 1447 (Poggiali l. cit. p. 247). L’Argel.iti sull1 autorità del Wadingo afferma (Bil)l Script, mediol, t. 2, pars 1, p. 1340) che nel Convento di S. Francesco in Milano conservansi le Prediche quadragesimali da lui composte. Niuna cosa però, ch’io sappia, di questo dotto vescovo si ha alle stampe.

XIV. Più che altrove però nel concilio di Firenze ebbero gli Italiani favorevole occasione di far conoscere quanto fosser versati nello studio della teologia, a cagion delle contese che ivi sostenner coi Greci. Io non parlerò qui di Matteo da Ripalta agostiniano e piacentino di patria , che fu uno de’ destinati a intervenire a quel concilio, perciocchè egli appena giunto a Firenze, vi morì in età di soli trentacinque anni l'anno 1438 (Ann. Plac. Script Rer. ital. vol. 20, p. 876). Più distinta menzione meritan quelli che venner più volte a tenzone co’ Greci, e ne uscirono vincitori. Per amore di brevità ristringerommi a tre soli teologi dell’Ordine dei Predicatori. E il primo sia Giovanni natio da Montenero in Toscana. Di lui, e degli studj da esso fatti, e delle cariche sostenute nell’Ordine suo ragionano i PP. Quetif ed Echard (Script. Ord. Praed. t. 1, p. 799, ec.). Chiamato al concilio prima di Basilea, e poscia