Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 1, Classici italiani, 1824, VII.djvu/474

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458 LIBRO fu certamente il più trasportato Vincenzo Bandelli natìo di Castelnuovo nel Tortonese, e generale dell’Ordine de’ Predicatori dal 1501 fino al 1506 in cui finì di vivere, uomo per altro di grande ingegno e di vastissima erudizione, ma che nel combattere 1’opinione, clic ora è tra’ Cattolici la più comune, secondò troppo il suo ardore, e tacciò come ignoranti, empj ed eretici i suoi avversarj, prima però che Sisto IV colla sua bolla dell’anno i.(83 nc facesse espresso divieto. Quindi saggiamente il co. Mazzncelielli, » dopo aver dato ragguaglio della vita e delle opere di questo scrittore, conchiude che se il Bandello per avventura ora vivesse, muterebbe modo di scrivere, e fors’anche sentimento (ib. par. 1, p. 208). XX1\. La teologia morale ebbe parimente in Italia non pochi coltivatori nel corso di questo secolo. Io non annojerò chi legge con parlar loro della Somma angelica di F. Angelo da Civasso dell’Ordine de’ Minori, stampata nel 1.^86 e poscia più altre volte; della Somma pacifica di F. Pacifico di Novara, e di altre cotali opere che or si giacciono polverose negli angoli delle biblioteche. Di un solo non si può omettere di far menzione, perchè fu uno de’ più dotti uomini della sua età, e la Somma da lui composta si può rimirare come il primo intero corso di teologia morale, che sia stato pubblicato , cioè S. Antonino arcivescovo di Firenze; del quale però io parlerò in breve, perchè le notizie che lo concernono, sono state ampiamente raccolte da Francesco da Castiglione teologo fiorentino e suo famigliare, che ne scrisse la