Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 1, Classici italiani, 1824, VII.djvu/624

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)o8 LIBRO r aver accennalo ciò che ad essi dee f Italia perchè non sembri che vogliamo essere ingrati inverso degli stranieri, da’ quali i nostri maggiori ebbero ne’ loro studj indirizzo ed ajuto. E qui non deesi ancora tacere di Ridolfo Agricola , uno dei più famosi ristoratori delle scienze e della letteratura in Germania, il quale venuto in Italia si trattenne l'anno 1476* e il seguente in Ferrara, assai caro a quel duca e a molti letterati che ivi allora fiorivano, e della conversazione de’ quali giovossi egli non poco (V*. Bruck. Hist. Philos. t. 4, p 35, oc.). XL. Nè mancarono di studiosi coltivatori le altre parti della matematica. La geometria, l’aritmetica, l’algebra, l’architettura, la scienza militare, la musica sorsero di questi tempi a nuova vita in Italia, e cominciarono a tergere lo squallore fra cui erano finallora giaciute. Di esse ancora dobbiam qui cercare partitamente, e queste ricerche ci proveranno quanto debbano all’Italia le scienze tutte, e (quanto mal le convenga il farsi ora discepola di quei medesimi a’ (quali è stata per sì gran tempo maestra. In questo secolo ci si fa innanzi F. Luca Pacioli da Borgo S. Sepolcro delf Ordine de’ Minori, che in aritmetica, in algebra e in geometria scrisse e divolgò più opere, le quali, comunque oggi sieno dimenticate, chi nondimeno le esamina, non può non ammirare f ingegno e l’ardire del loro autore, die s’innoltrò 11 primo entro a sì vasto e non ben conosciuto regno. Appena abbiamo chi ci dia qualche notizia della vita da lui condotta. Daniello Gaetano cremonese , nella lettera a Daniello