Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 1, Classici italiani, 1824, VII.djvu/625

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SECONDO O09 ftainiero, con cui gli manda la traduzione e il Comento di Luca sopra Euclide, dice che, oltre l’essere maestro assai dotto di teologia, egli era ancora zelante ed eloquente oratore, e che era stato udito con maraviglia non solo in Italia , ma fuori di essa ancora, in un’altra lettera di Francesco Massario a Jacopo Cocchi , che siegue a quella del Gaetano, egli ne esalta 1’acuto ingegno, la profonda memoria , l’amplissima erudizione, e dice ch’era perciò stato sempre carissimo a tutti i sommi pontefici , a tutti i vescovi, a’ principi tutti d Italia. Egli era stato professore di matematica in Napoli prima del 14^4 9 come afferma egli stesso nella prefazione premessa alla sua Summa di Aritmetica, ec. in quell’anno stampata. Dal duca Lodovico Sforza fu chiamato a Milano a sostenere la nuova cattedra di matematica da lui ivi introdotta; e ne fa menzione egli stesso nelf opera intitolata De Divina proportione, scritta assai rozzamente in italiano, ove così ragiona al medesimo Lodovico (c. 2): E questo al presente de le Mattematici a lor commendatione. De le quali già el numero in questa vostra inclita cità a la giornata comenza per grazia di V. D. Celsitudine non poco accrescere per V assidua pubblica de lor lectura novellamente per lei introducta col proficere- degli egregii audienti secondo la gratia in quelle a me delF altissimo concessa , chiaramente, e con tutta diligentia a lor judicio, al sublime volume del prefato Euclide in la scientia de Arithmetica e Geometria proportioni e proportionalità, exponendoli. Nel trattato dell’Architettura dice (c. 6) Tiraboschi, Voi. VII. 39