Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 2, Classici italiani, 1824, VIII.djvu/187

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SECONDO 829 al Veneri era morto per essere caduto del male della goza, et fulli al corpo grandissima gente (*)• A Giovanni aggi ugna il Panciroli (c. 121) Jacopino di lui figliuolo e Ippolito nipote di Jacopino , celebri amendue pel lor sapere nella scienza medesima, in cui ci han lasciate più opere, e il primo ancora per la sua splendida magnificenza neU’ accogliere e mantenere in sua casa gli uomini dotti. Di Alessandro d1 Alessandro, a cui il Panciroli dà luogo tra’ giureconsulti (c. 122), ci riserbiamo a parlare nel secol seguente. Di Giovanni Bertacchini da Fermo per ultimo, e di Baldo Bartolini perugino, ch’egli qui nomina (c. 124, 125), io non ho che aggiugnere alle notizie che ce ne ha date coll’usata sua diligenza il conte Mazzucchelli (Scritt. It t. 2, par. 2, p. 102.5 ,• par. 1, p. 452). XXXilL Ma eccoci ad un altro oracolo della civile giurisprudenza, e famoso pel suo sapere non meno che pel suo umor capriccioso, cioè a Bartoloimueo Soccino sanese figliuol di Mariano celebre canonista, di cui diremo a suo luogo. Il Panciroli ne parla assai lungamente (c. 126), ma a molte buone notizie ne con(*) Di Giammaria IVuninaldi più distinte notizie si posson vedere nelle Memorie dell’eruditissimo dottor lì 11 otti ((. 1, p. 81), il quale però ha creduto che solo nel 1473 ei cominciasse ad essere professore in Ferrara, laddove noi abbiamo provato ch’ei lo era (ìu «lai 140 . Lo stesso scrittore paria ancora distintamente degli altri due illustri giureconsulti della stessa nohil famiglia ila noi qui accennati, cioè di Jacopino e d’Ippolito (ivi, p. 163, 34i). Tiraboschi, Voi. Vili. 12