Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 2, Classici italiani, 1824, VIII.djvu/422

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1 0(4 LIBltO essa ci Ita data esatta notizia Apostolo Zeno (Diss. voss. t. 2, p 195, ec.), che ne avea veduto un codice a penna (a) presso il eh. Foscarini. Dell’autore però sappiamo assai poco, cioè eli’ei fu padovano di nascita, figliuolo di Daniello; che fu cancelliere della sua patria; che nel *11 invialo in ambasciata a Venezia; che 1’anno seguente passò a Verona a servire di cancelliere a Paolo Barbo elettone capitano, a condizione però, che. Unito quel reggimento, tornasse a Padova per esser la mano destra de magnifici deputati; che l’anno 1009 avendo i V eneziani ricuperata Padova , ei fu inviato e tenuto per qualche tempo prigione a Venezia; e che finalmente morì in Padova nell’età decrepita di novant’anui nel 151c. XLV. Vicenza ancora ebbe uno storico diligente in Giambatista Pagliaròli nobile vicentino nato nel 145. Egli scrisse in lingua italiana la Cronaca della sua patria dalla fondazion di essa fino al 1435, benché ei vivesse molto più oltre, almen fino a’ tempi di Sisto IV; e ha errato perciò il Vossio , seguito da altri , nell’annoverarlo fra gli scrittori latini. Intorno (a) 11 sig. abate Dorighello, più volte da me lodato, mi assicura che il codice della Storia dello Spazzarini, di cui parla Apostolo Zeno, è certamente originale, e che il codice de Bello ferrariensi, che si conserva nella biblioteca di S. Marco in Venezia, non è opera punto diversa, trattone qualche leggier cambiamento di voci sul cominciamento di essa. Questa storia è sommamente pregevole per la gran copia di autentici e interessanti monumenti che l’autor vi inserì, e che forse senza ciò sarebber periti.