Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 2, Classici italiani, 1824, VIII.djvu/425

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TERZO lo6; A me sembra eh1 egli abbia provata assai bene la sua opinione; ma parmi ancora, che i due scrittori da lui combattuti, e con essi il conte Mazzucchelli, dovessero essere confutati con espressioni più rispettose di quelle eh’egli ha usate. XLVI. La Marca Trivigiana per ultimo e il Friuli ebbero i loro storici. La prima ci mostra Andrea Bedusio da Quero, il quale un ampia e voluminosa Cronaca scrisse dalla creazion del mondo fino a’ suoi tempi, cioè fino al 1428. Il Muratori, che T ebbe intera tra le mani , osserva che l’autore altro non avea fatto che ricopiare con picciole mutazioni la Cronaca di Ricobaldo e la Storia de’ Cortusi. Perciò lasciando in disparte tutto ciò ch’era inutile il pubblicar di bel nuovo, egli ce ne ha data sol quella parte che comincia dal 1368 Script rer. ital. vol. 19, p. 737). Nella quale ancora però ei mostra che il Redusio si è fatto bello delle altrui spoglie, e singolarmente ove parla di Girolamo da Praga (ib. p.829), il cui supplicio egli ha tratto interamente da Poggio fiorentino. Questo difetto però è a lui comune con quasi tutti gli scrittori di cronache, i quali comunemente copiano ciò che trovano scritto da altri. Anzi lo stesso Redusio confessa sinceramente, come avverte il Muratori, di essersi giovato delle fatiche altrui, benchè non nomini i fonti a’ quali ha attinto; difetto esso ancora frequente a que’ tempi, e talvolta ancor necessario, perchè i codici eran non rare volte mancanti del nome de’ loro autori/ Benchè egli scriva generalmente le cose avvenute in