Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 2, Classici italiani, 1824, VIII.djvu/458

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lioO LIBRO morali inoltre se ne hanno alle stampe, la prima De hamanae vi tue felicitate, la seconda De excellentia ac praestantia hominis. Un poemetto latino finalmente da lui indirizzato a Giannantonio Campano ha veduta di fresco la luce (Anecd. Rom, t. 3, p. 425). Egli ebbe lunghe ed ostinate contese col Valla, alle quali diede origine principalmente la vicendevole lor gelosia di ottenere il primo grado di onore e di stima presso il re Alfonso, e il vicendevole criticar ch’essi fecero le loro opere. Quindi vennero i quattro libri d’Invettive del Valla contro il Fazio, e i quattro del Fazio contro il Valla, i quali secondi però sono per la più parte inediti, trattine due frammenti che non ha molto han) veduta la luce (Miscell. di varie Opere, Ven. 174^? 71 P- 334). Finalmente egli era ancora assai dotto nella greca lingua, e ad istanza del medesimo re Alfonso tradusse di greco in latino la Storia di Alessandro scritta da Arriano da Nicomedia, la qual traduzione pure è stata stampata , rimanendo inedita al contrario quella fatta già dal Vergerio, di cui abbiamo poc’anzi fatta menzione. Lo stile del Fazio è comunemente colto ed elegante, singolarmente se si paragoni a quello della maggior parte degli altri scrittori che vissero nella prima parte di questo secolo. LVn. Lo stesso re Alfonso somministrò argomento di storia ad Antonio Beccadelli, detto comunemente dal nome della sua patria il Panormita, e talvolta ancora appellato Bologna, perchè da questa città era oriunda questa famiglia. Il Mongitore (Bibl. sicula, t. 1, p. 55, ec.);