Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 2, Classici italiani, 1824, VIII.djvu/515

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TERZO II5^ cTAvicenna; il che pur fece Girolamo Ranusio medico veneziano, che verso’ ’l 1483 recatosi a Damasco nella Siria, e studiata quella lingua, tradusse poscia in latino quasi tutte V opere d’Avicenna; intorno a che e ad altre opere di Girolamo veggasi il ch. P. degli Agostini (Scritt. venez. t’ 2 , p. 433 , ec.). Finalmente il marchese Maffei parlando di Virgilio Zavarisi giureconsulto e poeta veronese, pruova eli egli oeenpossi nello studio della lingua ebraica c delf arabica (*) (Ver. ill. par. 2 , p. 211).

III. Nii.»;o però andò tanto innanzi in questi difficili studj, quanto Giannozzo Ma net li, uno de’ più dotti uomini di questo secolo, e uno de’ più chiari ornamenti della città di Firenze. Naldo Naldi, da noi mentovato nel precedente capo , ne ha scritta lungamente la Vita, la quale è stata data alla luce prima nella collezion del Burmanno, poscia in quella del Muratori (Script. rer. ital. vol. 20, p 527), e noi ne trarremmo in breve le più importanti notizie. (*) Fra i ctoni nelle lingue straniere decsi anche annoverare Giulio Campagnola padovano, e con lode lanlo maggiore, ipianio p.ù tenera era l’età in cui egli le apprese. Il celebic Malico Bosso in una sua leilrra scritta a Girolamo «li Ini padre, che glielo nvpa dato ad ammaestrare, ne fa grandi elogi direi.do (Epist. poster, p. 86) ehe in età di soli tredici anni possedeva e parlava le l.ngue greca e latina; c clic indi a non mollo apprese sì pei fellamente 1’ 1 braica. «he pareva che essa eli fesse natia; rammenta anioni il raro talento che avea per la pittura; e dice che grandi co^e sene aveano a sperare, «piando egli avesse avuta lungu vita. Ma o egli non l’ebbe, o a sì liete speranze non corrisposero poi i frutti.