Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 3, Classici italiani, 1824, IX.djvu/159

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


TERZO,3^3 I quali personaggi più distintamente sono indicati nelle note marginali: Zaccarias Discalcius, Dionisius Tribrachus, Petrus Vignola, Daniel Fontana, Joannes Curtius, Sylvius Milanus, Bernadinus Crispus, Joannes Baptista Picus, Andreas Staterius. Continua poscia dicendo che se mai due poeti della nobil famiglia de’Forni (i quali in margine sono indicati co lor nomi D. Albertus et D. Thomas) il manderanno a Ferrara insieme co’ loro versi, entri in quella città con timore, atteso il gran numero che ivi è di poeti: At si Ferrari un Furnorum clara propago Te veheret! sociis forte datura suis, Providus hic caveas; nam tot Ferraria vates, Quot ranas tellus Ferrariensis habet. E ne nomina singolarmente Luca Riva, Tito Strozzi e Battista Guarini. Di quasi tutti questi Modenesi, che dovean essere allora famosi ne’ poetici studj, non abbiamo altre memorie onde raccogliere qual ne fosse il valore. XV. De’ due scolari che il Giraldi dà al Prignani, cioè di Dionigi Tribraco e di Francesco Rococciolo, possiam dir qualche cosa più accertata. Del primo parla più volte il Prignani nelle sue Elegie (De imper. Cupid. l. 4, ec.), tra le quali ve n’ha una a lui indirizzata (/.a, eleg. 4), in cui lo invita a venire alle sue colline di Prignano. Essa è intitolata: ad Dionysium Tribrachum adolescentem et vatem Mutinensem; e di Francesso Rococciolo (t. 4, p- 381, ec); e del reggiano Luca Riva nominalo poc'anzi (l. 4, fi. 3 >4).