Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 3, Classici italiani, 1824, IX.djvu/234

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


i448 unno Laureati, Sati ra in vulgus Equi timi auro notatorum, Doctorumque faculta!uni omnium, co~ mitumquc Palafinorimi, et Poetarurn laureatoni m, quos paulo ante Jmperator Feiler'ccus insignivit. Essa conservasi in un codice a penna della libreria Saibante in Verona, e mi è stalo genti luiente conceduto di trarne copia. Io non ne produrrò che pochi de’ primi versi, co’ quali conchiuderò questo capo: Tb'ira litote Jovi pueri: spargantur ubique Laurea serta domi: decrescat! laurus; et omnis Porta coronetur festa sine murmure fronde. Te •npus adirne ntillis concessum Regibus aevo Accidit ecce novo: Doctorum turba Poetas Alque Equitesseqiiìlur,Coiuitumque pie) quos aula Palati Nominat, hos referunt turmatim lustra catervis. Undique convenias plebejo sanguine cretos. Horum alius remo pelagus sulcaverat acer, Et secuit pontum longis modo navibus; illum Et tabulis vidi longis componere silvas, ec. Capo V. Gramatica e Rettorica. 1. Niun secolo ci si è ancora offerto, nè ci si offrirà, io credo, giammai, a cui sì giustamente convenga il titolo di secolo de’ gramatici e de’ retori, come quello di cui ora scriviamo. Benchè i gravi e serj studj della teologia, della filosofia e della giurisprudenza avessero coltivatori in buon numero, sopra ogni cosa però aveasi in pregio lo scrivere con eleganza nella greca lingua non meno che nella latina, e que’