Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 3, Classici italiani, 1824, IX.djvu/254

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IX. Cominciamenti diCiovanui AuriLIBRO rauo tutte ¡e opere da lui composte, che sono principalmente poesie latine, delle quali abbiam quattro libri stampati in Modellane! i4y6> orazioni e lettere parimente latine, comenti sopra Lucano, e sopra le Lettere di Cicerone (i quali però non so se esistano), e sopra Catullo, traduzioni dal greco di alcune orazioni di Demostene, di Dione Grisostomo e di S. Gregorio Nazianzeno, e alcuni opuscoli di diverso argomento. Il Borsetti ne ha pubblicate alcune poesie latine, che non avevano ancor veduta la luce, e che non sono per altro le più eleganti cose del mondo. 11 Trilernio (DeScript, eccl c. 910) ne fa un magnifico elogio, e dice che l’anno i494 *n Cl,i egB stava scrivendo la sua opera degli Scrittori ecclesiastici, erano già 33 anni che Battista tenea scuola in Ferrara. Degna ancor d’esser letta è un’ elegia che a lui scrive Tito Vespasiano Strozzi (Carm. p. 48, ed. ald. 1513), in cui altamente ne loda il sapere e l ingegno. IX. Noi ci siamo allontanati alquanto dal principio del secolo, per non dividere i figli dal padre. Ma ora dobbiamo ritornare a quelli che ne’ primi anni di esso ottennero maggior nome. Non v’ ebbe forse mai due uomini fra’ quali passasse conformità sì grande nella lunghezza della vita, nel genere degli studj e nelle vicende a cui furon soggetti, come Guarino Veronese e Giovanni Aurispa, nati e morti amendue quasi al medesimo tempo, e amendue professori della stessa arte e quasi nelle stesse città, amendue raccoglitori indefessi di codici, amendue recatisi in Grecia per apprendere quella