Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 3, Classici italiani, 1824, IX.djvu/282

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14'jG unno iu destinato a complimentarlo con una sua orazione che abbiamo alle stampe ib. p. 76) (a). li qual fosse la stima che aveasi dell eloquenza di Gasparino, da ciò ancor si raccoglie, che dovendo le università di Pavia e di Padova mandare oratori a complimentare lo stesso pontefice, egli fu incaricato di stendere le orazioni che da’ lor messi doveansi recitare, e che abbiamo tuttora fra le opere di Gasparino (ib. p. 80, 82). In Milano passò egli il rimanente de’ giorni suoi, caro però sempre ed accetto a quel duca, come afferma Guiniforte di lui figliuolo (ib. p. i3)j e perciò a ragione Francesco Filelfo in una lettera scrittagli nel 1428 con lui congratulossi che avesse la sorte di esser presso del miglior principe che allor avesse il mondo (l 1, ep. 32). Ciò non ostante una lettera da lui scritta a’ due suoi figli Guiniforte ed Agostino nel 1429 (Op. p. 219) ci accenna oscuramente alcune disgrazie ch’ egli insiem con essi dovea soffrire. Il card Furietti e il co. Mazzucchelli riflettendo al memoriale che Guiniforte offerì al duca Filippo Maria a’ 18 di febbraio del 1431, in cui chiede di esser destinato alla cattedra d’eloquenza tenuta già da Gasparino suo padre (ib. p. 10), ne argo(a) Par nondimeno che non fosse allora stabile il soggiorno del Barzizza in Milano j perciocché due altri documenti padovani, accennatimi dal soprallodato abate Gennari, cel mostrano in Padova nel 1420 enei 1421. Alcuni pregevoli monumenti per la storia de’ professori di quella università del secolo xiv mi ha egli gentilmente comunicati j ma per mia sventura Uoppo tardi mi sono arrivati per poterne far uso.