Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 3, Classici italiani, 1824, IX.djvu/281

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Tinto 14y5 di quell’anno) ci fu chiamato professor di rettorica a Padova j eh’ egli a questa scuola volle ne dì di vacanza congiungere quella ancora di filosofia morale; e che gli fu assegnato lo stipendio di 120 ducati. Questa università fu in fatti la sede ordinaria di Gasparino; perciocchè i due viaggi che il card Furietti racconta fatti da lui nel 1411 e nel 1412 a Ferrara e a Venezia, non furono che di breve durata, e non mai veramente abbandonò la sua cattedra. Fu bensì richiesto dai’ Bolognesi, ma non parendogli vantaggiose abbastanza le condizioni offertegli, non volle partir da Padova. Ivi però per le sinistre vicende de' tempi, e per l’incarico ch’egli pietosamente si addossò di sostentare otto figliuoli di Jacopo suo fratello morto nel 141 o7 ei venne in tal povertà, che con suo gran dispiacere fu costretto a vendere all’ incanto i suoi libri: e opportuno perciò fu il soccorso che ottennegli Fantino Dandolo podestà di Padova nel 1412 col fargli accrescere di 40 ducati l’ordinario suo sliDopo aver più anni esercitata in Padova la sua professione, fu Gasparino da Filippo Maria Visconti duca di Milano chiamato a quella città, perchè ivi tenesse scuola pubblica di eloquenza. Egli era ancora in Padova nel dicembre del 1417; come ci mostra una lettera da lui scritta a Lorenzo Bonzi (Op. p. 213). Ma nell’ottobre dell’anno seguente egli era già in Milano j perciocché essendo venuto a quella città il pontef Martino V, nel! tornare dal concilio general di Costanza, Gasparino pendio. xvm.