Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 3, Classici italiani, 1824, IX.djvu/284

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XIX. Più varie furono le vicende di Guini> forte di lui figliuolo, il quale se non giunse ad ottenere la fama del padre nell eloquenza e nell’eleganza, il superò ne’ gradi d’onore a cui fu sollevato. Intorno a lui ancora abbiamo un esattissimo articolo presso il co Mazzucchelli (l. c. p. 504), di cui tesserò qui un breve compendio, rimettendo chi ne voglia più esatta contezza allo stesso scrittore, il quale conferma ogni cosa da sè asserita con certe pruove tratte principalmente dalle opere del medesimo Guiniforte. Nato in Pavia nel 1406, diede fin da fanciullo sì grandi pruove di’ ingegno, che, mentre non avea che sette anni di età, suo padre solea chiamarlo divino. Fatti i suoi studi da cui potrebbe raccogliersi ebe il Barzizza fosse stato nominato dal papa suo cameriere. Ma è probabile che essa fosse bensì dal Ilarzizza composta, ma in nome di qualche altro, come veggiam eh’ ei lece altre volte. In una delle acceunate lettere, ch’egli scrive a un suo figlio, fa menzione della laurea conferita in Pavia all’altro suo figlio Guiniforle, di cui qui ragioniamo; il che ci mostra che fu di fatto superato 1’ ostacolo che vi si era frapposto, e che quell’atto riuscì a sommo onore di Gùiuiforte: Guìniforlus fratcr tuns, gli scrive egli, Urenti aiti s et doctoratu* est in arti bus. Non est curii Dei gratin audlimi multis saeculis quemquam ita mirifice se grssissc, aut qui tanto concursu ac frequentici hominum doctissimoruni sii expeditns. Omnes enìm divinissimum puerurn dixerunt: alti... alii ylngelum. D. Christophorus de Casteliono omnibus audieutibus dixic ei: liralus venter, qui te portavit. Una die respnndit mane de duabus difficillimis quaestionibus in phi/osopliia, post prandtum de duabus aliis, et de quolibel, de quo aliquis dubitare voluisset. Omnibus stupentibus mìrabiliter omnibus satisfecit, et id palarli dietimi est, curri etiarn doctorcs fauiosos cxcessisse.