Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 3, Classici italiani, 1824, IX.djvu/300

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151 4 LIBRO mento sospetta M. Lancelot che fosse concertata col padre) venuto a Piacenza, ed ivi trovatolo, da Pietro Piazza governatore di quella città pel duca di Milano fu istantemente pressato ad andarsene, poichè n era sì poco da lungi, a rendere omaggio a quel principe, ove giunto, e accoltone con sommo onore, trovò pretesti bastevoli per non più dipartirne. Benchè M. Lancelot sembri dubitare se il Filelfo tenesse ivi pubblica scuola, è certo nondimeno che ei veramente la tenne fin presso alla morte di quel duca accaduta nel 1447 5 perciocché in una sua orazione detta in Milano nel 1471, allorchè ripigliò ivi gli scolastici esercizj, egli afferma che già da 25 anni aveagli interrotti: Evocatur miles emeritus post quintum et vigesimum annum in aciem docendi. Il veggiamo in fatti nominato più volte negli Atti della università di Pavia, a cui era arrolato; ne quali ai’ 20 di giugno del 1440 si fa menzione del salario che gli si dovea contare, senza però esprimere qual fosse; agli 8 di novembre dell anno seguente si citan lettere ducali, colle quali si ordina che gli si paghino 700 fiorini; a’ 19 d’agosto del 1446 troviamo che fu fatto decreto pro cassatione stipendii D. Francisci Filelfi, et assignatione D. Martino de Ferrariis senza che ne sappiam la ragione (a). Egli (a) Che il Filelfo anche in Pavia tenesse scuola, si era affermato solo da Apostolo Zeno (Diss. voss. t. 1, p. 278), il qual però non ne avea recate le prove. Il sig. Siro Comi, altre volte da me lodato, è stato il primo a produrle (Fr. Philelph. Archig. ticin. vinti icatus, p. 178, ec.) da un passo dell’ Orazion del