Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 3, Classici italiani, 1824, IX.djvu/321

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TERZO 1535 città, e a stringersi in amicizia co’ grandi. Alcuni satirici epigrammi da lui composti contro Gabriello Paveri Fontana, di cui diremo tra poco, indussero il duca Galeazzo Maria a farlo chiudere in carcere. Anzi, come racconta Paolo Cortese, quel principe il fece pubblicamente frustare; poichè sospettò che avesse violata una zitella (De Cardinal. l. 3). Quindi egli ricominciò ad accendere gli animi della nobiltà contro il duca, finchè essendo egli stato esiliato, il fuoco da lui eccitato contro Galeazzo scoppiò nell orribil congiura, per cui questi fu ucciso a’ 26 di dicembre del 1476 Tutte le quali circostanze ricavansi dal processo fatto contro il detto Girolamo Olgiati, uno de congiurati, pubblicato dal Corio (Stor. di Mil. ad an. 1476). Dell’odio di Cola contra il duca Galeazzo Maria allega il Giovio una piacevol cagione; cioè che avendo Cola avuto a suo scolaro il giovane principe, e avendolo talvolta . punito colle sferzate, poichè questi fu duca volle render la pariglia al maestro, e in pubblico gli fè’ soffrire in maniera non troppo onorevole lo stesso gastigo (in Elog. Vir. ill). Ciò sembra saper alquanto di popolar tradizione. Pur qualche cenno se ne ha ancora nell'epitaffio a lui composto dal Casio, che allor vivea: Nel Felsineo Gazzo Cola Montano Nacque, e fu Mastro alla Casa Sforzescha; Dal Duca offeso sì guidò la tresca, Che occidere lo fece al Lampugnano Epitafi, p. 36. Checchè ne sia, Cola esiliato da Milano,