Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 3, Classici italiani, 1824, IX.djvu/369

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TERZO I583 pago (li accennare in breve ciò che egli ha svolto e provato diffusamente. Ognibene, nato in Lonigo castello^del Vicentino, fu figlio di Arrigo de’ Bonisoli, come da quattro carte di quell’ età mostra il suddetto scrittore. Egli non sa intendere per qual ragione il card Querini lo abbia detto (Dia.tr. ad Epist. Barb. p. 106) della famiglia Scola, e dubita ch’egli abbia preso equivoco nel legger due versi di Q. Emiliano Cimbriaco, ne’quali dice: Tu caetus juvenum bonos frequenta, Quales Omnibonus scholas habebat, Praeceptor meus. Ma sarebbe troppo grave un abbaglio di tal natura; e il card Querini ha avuto assai miglior fondamento della sua opinione, cioè l’autorità di Biondo Flavio, da lui a quel luogo citato, il quale fra gli scolari di Giovanni da Ravenna nomina Omnibonum Schola Patavinum (Ital. illustr. reg. 4)- Come però questo storico non si mostra bene istruito della patria di’Ognibene, così potè errar facilmente ancor nel cognome (*). Fin dal i436 trovasi in una (*) Ho creduto che Biondo Flavio avesse dato per errore il soprannome di Scola a Ognibene da Lonigo \ ma il ch. sig. Jacopo Morelli nelle erudite sue note aggiunte al Catalogo de’ Codici mss. latini della libreria Nani (p. 59), ha avvertito e pruovato che Ognibene Scola padovano dee distinguersi da Ognibene da Lonigo vicentino, e ha additate alcune opere inedite che son certamente del primo, e non del secondo. Il primo pure, e non il secondo, come io ho creduto (t. 5), fu quegli ch’ebbe a suo maestro Giovanni da Ravenna.