Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 3, Classici italiani, 1824, IX.djvu/379

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TERZO l5o3 onde a ragione diceva Giovanni nella supplica da noi poc’anzi accennata, che tutta la famiglia era intenta a promovere i buoni sludi. L. La fama che alle scuole fiorentine conciliata aveano ne’ primi anni di questo secolo Guarino da Verona, Giovanni Aurispa e Francesco Filelfo, fu sostenuta da altri che lor succederono negli anni seguenti. E primo tra essi deesi annoverare Carlo Aretino, illustre non men per sapere che per nobiltà di sangue, perciocchè fu figliuolo di Gregorio Marsuppini nobile aretino dottor di leggi e secretario del re di Francia Carlo VI, e per lui governatore di Genova. Il co. Mazzucchelli ci ha dato intorno alla vita e alle opere di questo erudito scrittore un assai esatto articolo (Scritt, it. t. 1, par 2, p. 1001, ec.), tratto in parte dalla V ita che ne scrisse Vespasiano fiorentino, la qual conservasi manoscritta nella Vaticana. Da essa adunque trarrò in breve le più importanti notizie, aggiungendo solo, ove sia d’uopo, ciò che mi è avvenuto di ritrovare altrove. Ei nacque verso il 1399, ed ebbe a suoi maestri Giovanni da Ravenna e, secondo il Volterrano (Comm. Urbana, l. 21, ec.), Manuello Crisolora; il che però non ci si rende credibile riflettendo all’ epoche della vita di Manuello da noi altrove fissate (a). Sotto la direzione de’ (a) Che Carlo Aretino fosse scolaro del Grisolora in Firenze, affermasi ancora da Costantino Lascari nel passo che ne abbiamo di sopra recato. Ma ciò non ostante non veggo come ciò possa conciliarsi coll epoche della lor vita, (quando non vogliamo anticipare di molti anni la nascita di Carlo. h. Prof***oe* in Firma*; Carlo Arenilo. Tiuaboschi, Voi. IX.