Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 3, Classici italiani, 1824, IX.djvu/418

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i633 unno attribuita ad Ovidio, sopra Persio, sopra Svetonio, sopra Silio Italico e sopra le Epistole di Cicerone ad Attico, le quali opere or sono in parte perite e in parte si conservano manoscritte, come pure tre libri d’osservazioni sopra diversi antichi scrittori. Si hanno ancora alle stampe i primi due libri di Pausania da lui recati di; greco in latino. Nè ei si restrinse alla sola amena letteratura. Ei si vanta in una lettera a un suo nipote, citata dal march Maffei, di aver coltivata ancor la giurisprudenza, la filosofia e la mattematica. E ch’ egli non se ne vantasse senza ragione, ce ne fa fede la confutazione, che si ha manoscritta, del libro di Giorgio da Trabisonda contro Platone, e l’emendazione da lui fatta delle Tavole geografiche di Tolommeo, di cui ragiona ancora il card Querini (Vita Paulli II, p. 271), le quali due opere parimente non si hanno che manoscritte (a). Finalmente Papadia, il quale aggiugne che nella copia di questa edizione da lui veduta trovansi ancora alcune note marginali mss. di Pomponio Leto sui Fasti, le quali da niuno, ch’io sappia, sono state finor rammentate. (a) La Cosmografia di Tolomeo corretta dal Calderini non è rimasta inedita, ma fu pubblicata in Roma poco dopo la morte di esso, e nell’ anno medesimo in cui essa seguì, cioè nel 14.78; e questa edizione è stata diligentemente descritta dal P. M. Audifredi (Cat. rom. Edit. saec. XV,p. 229). Ciò ch è degno di osservazione, si è che dove il Calderini nella lettera riferita dal card Querini e da me accennata, e nella prefazione a un codice ms. dell’ opera stessa riportata dal march Maffei nel luogo citato, afferma di aver non solo consultati più codici greci, ma esaminate ancora e corrette con somma diligenza le Tavole geografiche; al contrario nella prefazione d’incerto autore premessa all’ opera